Con il Patrocinio del Comune di Napoli
Testimonianze
Luigi de Magistris

C’è un turismo sociale e culturale che non ignora Scampia. Già esiste, ragazze e ragazzi da diverse parti d’Italia arrivano qui per i mondiali antirazzismo, per il carnevale più bello della città, per le assisi che le associazioni dell’anticamorra sociale organizzano. Tocca implementare questa offerta culturale contribuendo a organizzare servizi simili a quelli del centro cittadino. Perché la storia di un sottoproletariato che è andato emancipandosi conquistando con la lotta, con l’interlocuzione ostinata e perpetua con tutte le istituzioni, l’abbattimento delle vele fanno delle vele tutte e dell’ultima che rimarrà come sede di Città Metropolitana un monumento al pari dei castelli cittadini. Una storia contemporanea, la geografia sociale di oggi di una città che non si arrende nemmeno un po’, vessata dalla banale stereotipizzazione ma profondamente incline alla socialità e al riscatto. Bisogna raccontare le brutture che qui la cattiva politica ha imposto, ma senza luoghi comuni, e poi bisogna mostrare il riscatto che il popolo ha messo in piedi. Scampia è un luogo dell’anima, destinato ad essere sempre più centro di una città metropolitana che non sarà solo luogo amministrativo ma fulcro di una città che conosce sempre meno discontinuità con i comuni limitrofi. L’attrazione più bella qui è il popolo di Scampia e la costruzione della propria identità con la lotta. Qui è nato il rap cittadino, uno dei più apprezzati d’Italia, qui sono nate e nasceranno stagioni di cultura.

Luigi de MagistrisSindaco di Napoli
Maldestro

Scampia è una nave che fa su e giù sull’oceano, e a volte non trova un accordo con le correnti, e viene giù, come la tempesta dal cielo. Ma quando si calma il mare, e tutto è meno nebuloso, viene fuori la vita, quella vera, quella fatta di occhi e di combattimento. Il cielo ritorna ad essere chiaro, gli operai costruiscono il futuro, i bambini lo disegnano, e il male è solo un brutto ricordo di uno smemorato. Maldestro – cantautore

MaldestroCantautore
Sandro Ruotolo

Perché innamorarsi di Scampia? L’idea è quella di un percorso verso Scampia, uno dei luoghi più conosciuti di Napoli per il suo degrado capovolgendo l’assunto della “bruttezza” in “bellezza” fatta di successi, di storie e di riscatto in nome della legalità.
Scampia una volta era il supermercato italiano dello spaccio di sostanze stupefacenti fatto alla luce del sole nonostante la presenza sul territorio delle istituzioni. Municipalità, vigili urbani, forze di polizia e carabinieri. Con una sostanziale sottovalutazione del fenomeno. Dopo una guerra feroce a suon di morti con la spaccatura del clan Di Lauro, egemone in quel territorio, ci si è svegliati tutti. Informazione, Istituzioni ma soprattutto grazie alla presenza e al lavoro dei “resistenti”, associazioni come il Gridas, Chi rom e chi no, (R)esistenza Anticamorra, oggi il volto del quartiere è profondamente cambiato rispetto a dieci anni fa. Non abbiamo ancora vinto, ma il cambiamento è in atto e questo tour vi darà la possibilità di toccarlo con mano.

Sandro Ruotologiornalista
Maurizio de Giovanni

Scampia: il quartiere più malfamato d’Italia. Emblema della periferia più difficile tra le periferie difficili. Le vele, la faida, i supermercati della droga.
Scampia: Felice Pignataro, i suoi colori e i suoi carnevali; l’Officina delle Culture Gelsomina Verde e la sua Resistenza senza se e senza ma; il Centro Sociale GRIDAS, dove il Risveglio ha avuto inizio; Chikù, la gastronomia multiculturale e il Verde della villa; Gianni Maddaloni e lo Star Judo Club, l’importanza dello sport e la realizzazione di un sogno.Una Scampia inconsueta ma non per questo meno vera. L’inferno stavolta non abita qua.

Maurizio de Giovanniscrittore
Pino Aprile

Quanti di voi sanno che Scampia è Gomorra? Tutti, vero? E quanti di voi sanno che Scampia non è Gomorra? Che un artista l’ha colorata, perché «Se guardi il grigio dei muri, il grigio entra in te»; che i ragazzi, i genitori l’hanno ripulita e hanno messo i fiori nelle aiuole, trasformate in “orti urbani”; che i volontari hanno fatto del più grande mercato di spaccio di droga d’Europa un centro poli-culturale dove si fa musica, teatro, artigianato, ginnastica o solo chiacchiere con gli amici; che le 25 piazze-di-spaccio non ci sono più; che gli amici di un ragazzo morto ammazzato per sbaglio in una sparatoria hanno creato una compagnia teatrale e una casa editrice a partire dal racconto di quella morte; che uno scrittore-giornalista e la sua band (musicale) cantano a chi non sa l’anima di un posto che fu Gomorra; che a Scampia ci sono il più grande polmone verde urbano del Sud, la palestra che dà più medaglie olimpiche e la società calcistica che rappresentò l’Italia ai mondiali baby;
Ok, guardate, fatelo da soli: prenotate lo “Scampia trip tour” e saprete il resto; imparerete la fiducia e il coraggio, da chi non si rassegnò a essere Gomorra e ci fa sentire piccoli.

Pino Aprilegiornalista